Menarca troppo presto può essere un rischio!

La questione della tendenza progressiva ad avere la prima mestruazione sempre più precocemente sembra avere adesso un peso non indifferente sulla qualità della vita futura delle ragazze in particolare quando saranno nella fascia delle over 50 (1). E’ un dato risaputo che negli ultimi decenni l’esordio del menarca è andata man mano anticipandosi tanto è vero che da comparire attorno ai 17 anni dei primi del 1900 adesso compare tra i 10 e 12 anni di età. Certamente ben conoscendo quelle che sono le dinamiche che legano la riproduzione con le condizioni ambientali e la alimentazione, gran parte della casualità dell’anticipo è da attribuire alle migliorate condizioni di vita, allo stress e alla qualità del cibo (2). Di fatto il modello che Frisch aveva proposto si è dimostrato ampiamente valido (2). Il raggiungimento di un peso ottimale in funzione della altezza costituisce un trigger neuroendocrino preciso per la funzione ipotalamo-ipofisario e come questa inizia a ruota segue l’inizio dell’attività ovarica. L’osservazione più importante fatta nel ben lontano 1971 da Frisch è pero la seguente: “… l’osservazione di un menarca anticipato correla con un peso corporeo acquisito più rapidamente. Ragazze obese hanno il menarca più precocemente rispetto alle pari età normopeso: la cosa più interessante è che il secolare trend all’anticipo del menarca, circa 3-4 mesi di anticipo per ogni 10 anni in Europa negli ultimi 100 anni si associa con un aumento del peso e della altezza tanto è vero che le ragazzine di 11 anni di oggi (n.d.a., ci si riferisce al 1971) sono pese quanto quelle di 12-13 anni di 30-40 anni fa … “ (2).

E’ questo un dato importante. L’anticipazione del menarca è già da tempo stata dimostrata come fortemente condizionata dallo stile di vita. Ma adesso abbiamo delle novità, novità importanti che dimostrano come il percorso della donna e le caratteristiche della sua “buona salute” al momento della post menopausa riflettano ciò che è stata la vita non solo la vita fertile ma anche la fase prepuberale/adolescenziale. E’ ben noto il legame tra dismetabolismo in età fertile e rischio cardiovascolare nelle oltre 50enni, nel periodi cioè tra perimenopausa e menopausa (3). Avere avuto in età fertile e comunque dopo lo sviluppo un quadro di PCOS e insulino resistenza (assai frequente nelle pazienti PCOS) spesso associata al sovrappeso/obesità o a gravidanze con diabete gestazionale, apre le porte ad una serie di fattori di rischio rilevanti (3) che noi ginecologi dovremmo sempre e attentamente valutare indagando nella anamnesi delle nostre pazienti over 45-47, prossime alla perimenopausa. Trovare dei riscontri di positività su questi fattori di rischio è rilevante perché tutti sono dei potenti induttori della Sindrome Metabolica e del rischio cardiovascolare.

Questo è quanto fino ad ora sapevamo, ma recentemente studi di popolazione hanno evidenziato come i rischi possano partire ben prima della vita fertile, addirittura nel periodo della comparsa del menarca e come questi rischi si possano correlare in modo netto con quanto Frisch sosteneva nel lontano 1971 (2).

Il gruppo di Linlin Li, in Cina, ha studiato più di 15mila donna in postmenopusa in una della regioni rurali della Provincia di Henan, quindi ben lontane dall’interferenze della civilizzazione e modernizzazione delle città (4). Questa valutazione ha considerato in modo preciso la possibile relazione tra l’insorgenza del menarca e la comparsa di diabete tipo 2 in età adulta o in perimenopausa ed ha in modo netto verificato che le donne che avevano avuto un menarca in età più anticipata avevano un rischio molto più alto di sviluppare un diabete di tipo 2 in età adulta/avanzata e/o in peri/postmenopausa (4). Nel loro lavoro questi autori ribadiscono quanto stretta sia la correlazione del rischio aumentato di malattia sulla base del fatto che il BMI in queste ragazze era maggiore per la loro età menarcale e che l’associazione tra BMI e rischio di diabete interessava il 28% delle donne studiate. Una incidenza non certo minima ! Questo dato si allinea a quanto questo gruppo aveva recentemente pubblicato e cioè che l’anticipazione dell’età del menarca correlava con un aumento del rischio di morte per cause cardiovascolari e non, in età adulta (1).

Torna quindi a galla la questione del “peso e buona salute” che tanto ho stressato in editoriali precedenti ma ancora una volta evoca interessanti considerazioni relativamente alla biologia umana. La nostra specie, vecchia di circa 2.8 milioni di anni, si è evoluta in termini biologici con lentezza, non certo allineati con lo sviluppo tecnologico, sociale e culturale dei tempi moderni. In parole povere la nostra biologia ragiona e gestisce tutto come se ancora fossi in epoche pre-storiche …. e questa biologia ha evoluto in modo specifico il fare maturare la capacità riproduttiva ogni qualvolta l’approvvigionamento del cibo permetteva l’aumento del peso, in specie in età tardo infantile/adolescenziale tanto da favorire la comparsa del menarca e la capacità riproduttiva per mantenere l’esistenza della specie. A conti fatti il rischio (dimostrato adesso) di avere maggiore mortalità per cause cardio vascolari in quei tempi era assolutamente “assurdo e fuori discussione” per 2 ordini di motivi: la vita media era certamente non superiore ai 25-30 anni e lo stile di vita posava su una alimentazione certamente povera di amidi e zuccheri e ricca di attività fisica proprio per procacciarsi il cibo ! (5).

Quale è la morale? probabilmente non siamo evoluti abbastanza per quelli che sono i tempi attuali. La nostra biologia è ancora indietro. Questo in modo semplice suggerisce la necessità di prestare attenzione al rapporto cibo e sviluppo psi-fisico non tanto negli adulti ma nei nostri bambini e nelle nostre bambine in particolare.

Merendine? no davvero! facciamoli giocare nei giardini a palla, nascondino, acchiappino (che ricordi) e ben vengano le merende di pane e salame o mortadella ! è proprio vero che le cose semplici sono le più adatte.

Alessandro D Genazzani

 

Referenze

  1.  Chen X, Liu Y, Sun X, Yin Z, Li H, Liu X, Zhang D, Cheng C, Liu L, Liu F, Zhou Q, Wang C, Li L, Wang B, Zhao Y, Liu D, Zhang M, Hu D. Age at menarche and risk of all-cause and cardiovascular mortality: a systematic review and dose-response meta-analysis. Menopause. 2018 Dec 17;26(6):670-676 Frisch RE, Revelle R. Height and Weight at Menarche and a Hypothesis of Menarche. Archives of Disease in Childhood, 1971, 46: 695-701
  2. Frisch RE, Revelle R. Height and Weight at Menarche and a Hypothesis of Menarche. Archives of Disease in Childhood, 1971, 46: 695-701
  3. Santagni S, Rattighieri E, Chierchia E, Despini G, Prati A, Genazzani AD. Obesity and Metabolic Syndrome: Impact and Relationship with Menopausal Transition. In B.C.J.M. Fauser, A.R. Genazzani (eds.), Frontiers in Gynecological Endocrinology: Volume 2: From Basic Science to Clinical Application, ISGE Series, DOI 10.1007/978-3-319-09662-9_16, pp 143-153
  4. Zhang L, Li Y, Dong X, Zhou W, Wang C, Mao Z, Yang X, Fan M, Han S, Li L. Effect of the Age at Menarche and Menopause Status Interaction on Type 2 Diabetes: The Henan Rural Cohort Study. J Clin Endocrinol Metab. 2020 Jan 8. pii: dgz328. doi: 10.1210/clinem/dgz328
  5. Genazzani AD, Despini G, Chierchia E, Benedetti C, Prati A. Pharmacological and Integrative Treatment of Stress-Induced Hypothalamic Amenorrhea. In A.R. Genazzani, B.C. Tarlatzis (eds.), Frontiers in Gynecological Endocrinology: Volume 3: Ovarian Function and Reproduction – From Needs to Possibilities, ISGE Series, DOI 10.1007/978-3-319-23865-4_9, pp 69-84

Ipoestrogenismo e ipoandrogenismo nella biologia femminile: effetti, rischi ed opportunità terapeutiche

Gli effetti a breve e lungo termine dell’ipoestrogenismo conseguente all’insorgenza della menopausa sono stati negli ultimi anni motivo di studio e frontiera per introdurre nuove terapie con il fine di migliorare la qualità di vita delle donne, le quali trascorreranno verosimilmente ancora 30-40 anni della loro vita nel periodo post-menopausale. Questa review si pone quindi l’obiettivo di svelare i meccanismi fisiopatologici alla base della Sindrome Genito Urinaria della Menopausa, fornendo spunti terapeutici di interesse pratico e approfondendo anche due condizioni oggetto di recenti studi: i quadri di ipoandrogenismo e le situazioni di carenza combinata di estrogeni ed androgeni endogeni durante la terapia contraccettiva nelle donne in età fertile.
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As it is widely known, menopause is characterized by low levels of estradiol. Long-term and short-term effects of this condition have recently been a matter of interest in many studies and new therapies have been launched with the aim of giving women a better quality of life. Also, nowadays we can consider that women will spend at least 30-40 years longer in their post-menopausal period. The aim of this review is to enable a better understanding of the pathophysiological mechanisms causing the Genito-urinary Syndrome of Menopause and provide therapeutic advices for everyday clinical practice. Moreover, hypo-androgenism during menopause will be analized, together with the frequent conditions of hypo-estrogenism and hypo-androgenism that occurs in young patients undergoing Oral Contraceptives.

In questi mesi si parla di..

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Abstracts selezionati

  • Lulu Zhang, Yuqian Li, Xiaokang Dong, Wen Zhou, Chongjian Wang, Zhenxing Mao, Xiu Yang, Mengying Fan, Shengna Han, Linlin Li

    Effect of the Age at Menarche and Menopause Status Interaction on Type 2 Diabetes: The Henan Rural Cohort Study
    J Clin Endocrinol Metab 105: 1–9, 2020
    Download

  • Pedro Weslley Souza Rosário, Maria Regina Calsolari
    Subclinical Hypothyroidism with TSH > 7 mIU/l and≤ 10 mIU/l and Coronary Artery DiseaseHorm Metab Res 2020; 52: 85–88
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  • Ruth Mary Hodgson, Hui Linn Lee, Rui Wang, Ben Williem Mol, Neil Johnson
    Interventions for endometriosis-related infertility: a systematic review and network meta-analysisFertil Steril 2020;113:374–82
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  • Yu Wakimoto, Susanne Elisabeth Pors, Jesus Cadenas, Lotte Colmorn, Erik Ernst, Margit Dueholm, Jens Fedder, Linn S. Mamsen, Stine Gry Kristensen, Claus Yding Andersen
    The precise ovarian volume is significantly associated with serum concentrations of antimullerian hormone, the luteinizing hormone/ follicle-stimulating hormone ratio, and total testosteroneFertil Steril 2020;113:453-9.

  • Blazej Meczekalski, Gonzalo R. Pérez-Roncero, María T. López-Baena, Peter Chedraui & Faustino R. Pérez-López
    The polycystic ovary syndrome and gynecological cancer riskGynecol Endocrinol 2020, published online
    Apri

  • Tessa Copp, Erin Cvejic, Kirsten McCaffery, Jolyn Hersch, Jenny Doust, Ben W. Mol, Anuja Dokras, Gita Mishra, Jesse Jansen
    Impact of a diagnosis of polycystic ovary syndrome on diet, physical activity and contraceptive use in young women: findings from the Australian Longitudinal Study of Women’s HealthHuman Reproduction, Vol.35, No.2, pp. 394–403, 2020
    Apri

  • Andrea Giannini, Amaury Trujillo , Claudia Buzzi , Mirko Duradoni , Cesare Zavattari , Alessandro Tommasi , Elena Tamburini , Pasquale Cingolani , Sandro Scattareggia , Tommaso Simoncini
    Rationale and development of the Vita Nova project: and app and service to reduce cardiovascular and metabolic risks in pre-menopausal and menopausal womenEuropean Gynecology and Obstetrics. 2020; 2(1):62-67
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  • Stavroula A. Paschou, Areti Augoulea, Nikos Syggelos, Irene Lambrinoudaki
    Premature Ovarian InsufficiencyEuropean Gynecology and Obstetrics. 2020; 2(1):5-9
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