L’evoluzione del contraccettivo, dell’estrogeno e della logica mestruale

maggio15Che le mestruazioni potessero essere di disturbo, almeno per una parte delle donne, lo avevamo capito ormai da molto tempo. Praticamente ognuno di noi, nella nostra attività quotidiana di ginecologo, ha avuto la paziente che chiede come fare per eliminare le mestruazioni pur assumendo il contraccettivo o che confessa di avere cercato di eliminare la mestruazione continuando la assunzione del contraccettivo senza sosta. In effetti il sistema con cui la pillola anticoncezionale funziona si basa proprio sulla alternanza o sulla buona combinazione dell’estrogeno con un buon progestinico, in modo da condizionare da un lato la funzione ipotalamo-ipofisaria e dall’altra da dominare l’endometrio col risultato di indurre una buona ma controllata mestruazione.

In effetti, per anni, tutte le Aziende Farmaceutiche si sono grandemente impegnate nello studiare il contraccettivo perfetto interpretando però la presenza ed il dosaggio del progestinico ai soli fini del controllo endometriale e della contrapposizione alla spinta iperplastica data dall’estrogeno. Ma negli ultimi anni le cose si sono evolute. E non poco. Sono infatti stati studiati ed introdotti progestinici sempre più simili al progesterone naturale, molto meno “negativi” nei confronti di altri aspetti funzionali della nostra biologia ma nello stesso tempo si è cercato di prestare attenzione anche all’estrogeno.

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Abstract selezionati

  • Soumia Brakta, Justin S. Diamond, Ayman Al-Hendy, Michael P. Diamond, Sunil K. Halder

    Role of vitamin D in uterine fibroid biology
    Fertil Steril_ 104: 698–706, 2015

  • Eleni A. Greenwood, Lauri A. Pasch, Kanade Shinkai, Marcelle I. Cedars, Heather G. Huddleston

    Putative role for insulin resistance in depression risk in polycystic ovary syndrome
    Fertil Steril 104:707–14, 2015

  • Anna Capozzi, Giovanni Scambia, Alfredo Pontecorvi, Stefano Lello
    Hyperprolactinemia: pathophysiology and therapeutic approach
    Gynecol Endocrinol, 2015; 31(7): 506–510

  • Zeynep Ozcan Dag, Omer Oguzturk, Yuksel Isik, Yakup Turkel, Emel Bulcun
    Personality profile in patients with polycystic ovary syndrome
    Gynecol Endocrinol, 2015; 31(7): 540–542

  • Karinna Lattes, Mario Brassesco, Manuel Gomez, Miguel A. Checa

    Low-dose growth hormone supplementation increases clinical pregnancy rate in poor responders undergoing in vitro fertilizationGynecol Endocrinol, 2015; 31(7): 565–568

  • Heidi Hakkarainen, Hanna Huopio, Henna Cederberg, Mirja Paakkonen, Raimo Voutilainen, Seppo Heinonen
    Post-challenge glycemia during pregnancy as a marker of future risk of type 2 diabetes: a prospective cohort study Gynecol Endocrinol, 2015; 31(7): 573–577

  • Ali Abbara, Channa N. Jayasena, Georgios Christopoulos, Shakunthala Narayanaswamy, Chioma Izzi-Engbeaya, Gurjinder M. K. Nijher, Alexander N. Comninos, Deborah Peters, Adam Buckley, Risheka Ratnasabapathy, Julia K. Prague, Rehan Salim, Stuart A. Lavery, Stephen R. Bloom, Matyas Szigeti,
    Deborah A. Ashby, Geoffrey H. Trew, Waljit S. Dhillo

    Efficacy of Kisspeptin-54 to Trigger Oocyte Maturation in Women at High Risk of Ovarian Hyperstimulation Syndrome (OHSS) During In Vitro Fertilization (IVF) Therapy
    J Clin Endocrinol Metab 100: 3322–3331, 2015 (download)

  • Pekka Pinola, Terhi T. Piltonen, Johanna Puurunen, Eszter Vanky, Inger Sundström-Poromaa, Elisabet Stener-Victorin, Aimo Ruokonen, Katri Puukka, Juha S. Tapanainen, Laure C. Morin-Papunen

    Androgen Profile Through Life in Women With Polycystic Ovary Syndrome: A Nordic Multicenter Collaboration Study
    J Clin Endocrinol Metab 100: 3400–3407, 2015

Il dolore sessuale: dispareunia e vaginismo, neuroinfiammazione

Introduzione

Il dolore sessuale rappresenta un sintomo frequente sempre più lamentato dalle pazienti in sede di visita ginecologica. Il ginecologo generalmente non ha ricevuto un’adeguata preparazione in merito e questo determina un ritardo diagnostico con terapie non corrette e/o incomplete. Il dolore sessuale ha infatti solide cause biologiche che possono essere individuate precocemente con un’anamnesi accurata per evitare cronicizzazioni e comorbilità (come, ad esempio, il dolore pelvico cronico, le cistiti recidivanti, la stipsi ostruttiva e la depressione reattiva). L’invio corretto allo specialista, quando indicato, porta alla riduzione del tempo di cura con ovvi vantaggi: in termini di costi quantizzabili, per visite mediche e farmaci, nonché per giornate di lavoro perdute, a causa del dolore in sé oltre che per le comorbilità associate; e non quantizzabili, in termini di sofferenza personale e di coppia, correlati al dolore fisico e psichico delle singole pazienti, oltre che al costo emotivo per la coppia in termini di frustrazioni, insoddisfazione e infelicità coniugale. [1].