Il pericolo del sovrappeso e dell’obesità si lega al troppo grasso viscerale

Il pericolo del sovrappeso e dell’obesità si lega al troppo grasso viscerale

É una storia vecchia ma ancora non è entrata nella routine degli italiani l’abitudine a tenersi “sotto controllo” per il peso.
Negli ultimi 30 anni la percentuale degli italiani che dal sovrappeso sono passati all’obesità è pressochè raddoppiata. Purtroppo siamo il paese del sole, della pasta e della pizza, ma anche del vino buono e delle grandi tradizioni culinarie! un vero dramma! purtroppo lo è, dato che questi risultati si legano poi ad un aumento di una gran quantità di disturbi e malattie.

Il problema dell’aumento del peso si lega al fatto che la percentuale di tessuto adiposo aumenta e diventa troppo in confronto alla massa magra (muscolare). Non tutti accumuliamo il grasso nella stessa maniera. Di fatto è ben noto che ci sono 2 forme fisiche di sovrappeso/obesità, quella a “mela” e quella a “pera”.
Non è l’amore per la frutta che ha portato a questa distinzione bensì il modo concui il grasso si è deposto.

Chi ha la forma a mela è abbondante a livello dell’addome, con il grasso localizzato in profondità nell’addome e minimamente nel sottocute. Coloro che sono definiti con la forma a pera hanno invece il grasso disposto maggiormente nel sottocute dell’addome verso gli arti inferiori ed i glutei. Anche se apparentemente sono grassi, quelli fatti a “pera” non hanno le problematiche di quelli a “mela” perché il loro modo di avere il grasso lo vede metabolicamente meno attivo.
É ovvio che non c’è da scherzare troppo, non si deve pensare che si è fortunati ad essere delle pere invece che delle mele! il problema è che è ormai ben definita la misura della deposizione del grasso sul nostro corpo ed è bene che ognuno di noi si tenga controllato. Ci sono delle misure antropometriche che in aggiunta al peso in kg, ci danno ben precisa misura di come siamo messi col grasso.

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Dienogest per la terapia medica dell’ endometriosi

{ITA} Il management dell’endometriosi nel lungo periodo è un importante obiettivo per il ginecologo poiché questa malattia, in assenza di un efficace trattamento, comporta un dolore pelvico persistente e ingravescente con conseguente peggioramento della qualità della vita della donna. A questo scopo, la terapia medica, oltre a valida alternativa alla chirurgia, trova indicazione nel trattamento adiuvante a lungo termine e nella terapia delle recidive post-chirurgiche. Il Dienogest, che combina le proprietà dei 19-nortesterone-derivati con quelle del progesterone, rappresenta tra i progestinici per os un composto con elevata selettività per i recettori del progesterone, dotato di un potente effetto progestogenico sull’endometrio. L’efficacia nel trattamento dell’endometriosi dipenderebbe infatti dalla capacità di Dienogest di creare un ambiente ipoestrogenico e iperprogestogenico che provoca prima la decidualizzazione del tessuto endometriale ectopico e successivamente, prolungando il trattamento, l’atrofia delle lesioni. Studi clinici mettono in evidenza come Dienogest al dosaggio di 2 mg/die sia in grado di ridurre progressivamente il dolore pelvico cronico nelle pazienti con endometriosi, mantenendo questo effetto benefico oltre il periodo di trattamento. Studi clinici a lungo-termine hanno inoltre evidenziato un profilo di efficacia, sicurezza e tollerabilità di questo farmaco nel lungo periodo, gravato da modesti e controllabili effetti collaterali.

{ENG} Long-term management of endometriosis represents an important target for the gynecologist since this disease induces chronic pelvic pain with a worsening of the women’s quality of life. For this porpouse, medical therapy is considered, besides an alternative of surgery, a valid long-term treatment after laparoscopy and for the management of disease recurrences. Dienogest, that combines 19-nortestosterone derivative’s characteristics with the properties of progesterone, represents, among oral progestins, a compound with high affinity for progesterone’s receptors and a powerful progestogenic effect on the endometrium. The efficacy of Dienogest in the endometriosis seems to be in the Dienogest ability to induce an ipoestrogenic and iperprogestogenic environment that produce, on the begin, the decidualization of the ectopic endometrial tissue, later, extending the treatment, the lesions’ atrophy. Several clinical studies show how Dienogest, on the dose of 2 mg a day, is able to progressively reduce the chronic pelvic pain in the endometriosis’ patients, keeping this result further the treatment’s period. Long-term studies underline an efficacy, safety and tollerbility profile of Dienogest during its continuative use, with few and well-controlled side effects.

Abstract selezionati

  • S.D. Reed, J.W. Lampe, C. Qu, G. Gundersen, S. Fuller, W.K. Copeland, K.M. Newton Self-reported menopausal symptoms in a racially diverse population and soy food consumption

    Maturitas, 75: 148-151, 2013

  • Richard A. Anderson, W. Hamish B. Wallace
    Antimullerian hormone, the assessment of the ovarian reserve, and the reproductive outcome of the young patient with cancer
    Fertility and Sterility 99: 1469-1475, 2013

  • Fabian Lunger, Ludwig Wildt, Beata Seeber
    Accurate screening for insulin resistance in PCOS women using fasting insulin concentrations
    Gynecol Endocrinol, 29: 541–544, 2013

  • Peter Chedraui1, Glenda San Miguel, Isabel Vintimilla-Siguenza, Diego Villacreses, Lucıa Romero-Huete, Andrea Domınguez, Winston Jaramillo, Gustavo S. Escobar, Faustino R. Perez-Lopez, Andrea R. Genazzani, Tommaso Simoncini, Research Group for the Omega Women’s Health Project
    The metabolic syndrome and its components in postmenopausal women
    Gynecol Endocrinol, 29: 563–568, 2013

  • Roger A. Lobo
    Where Are We 10 Years After the Women’s Health Initiative?
    J Clin Endocrinol Metab 98: 1771–1780, 2013