Essenziale è cogliere l’attimo giusto …. per la terapia sostitutiva (TOS)!

Il tempo col suo trascorrere è un impietoso fattore di conferme e dismentite. Per anni ci siamo ostinatamente battuti per difendere le nostre “latine” intuizioni e le tante verifiche fatte sul campo clinico circa la buona efficacia della terapia ormonale sostitutiva (TOS) contro le deduzioni mal poste e mal gestite dello studio WHI e di tutti i lavori ad esse riferiti.

Fin dal 2003 i risultati di questo grosso studio hanno fatto vacillare il credo secondo cui il somministrare ormoni in menopausa poteva dare nel tempo dei benefici, intesi come un frenare le ingiurie che l’ipoestrogenismo e l’avanzare dell’età avrebbero indotto per certo. E’ ben noto che molti dei risultati del WHI sono stati raccolti su una popolazione “difettosa” da un punto di vista clinico, già attempata per gran parte (oltre i 60 anni di età) e con già gravi fattori di rischio. Nonostante che questo “bias” fosse stato evidenziato fin dall’inizio, la paura della TOS è rimasta in molti clinici ed ha continuato a indurre un freno alla disponibilità della sua utilizzazione tra le pazienti.
Ma adesso, finalmente, le cose sono cambiate, eccome se sono cambiate!

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Quale terapia per le donne in peri/post menopausa sintomatiche dopo tumore al seno

Grazie ai progressi in campo diagnostico e terapeutico, molte donne trattate per un cancro della mammella guariscono o hanno un lungo periodo libero da malattia dopo l’intervento. Questa consapevolezza ha aumentato l’attenzione verso la qualità di vita e la preservazione della salute dai danni della carenza ormonale, particolarmente per le pazienti colpite dal cancro in giovane età. La terapia ormonale con estrogeni, gold standard per il trattamento dei sintomi menopausali, è attualmente controindicata in pazienti con pregresso tumore della mammella al di fuori di studi clinici. A queste pazienti possono essere proposte tuttavia differenti alternative terapeutiche anche non ormonali. In questa mini review sono illustrate le diverse possibilità di trattamento dei sintomi vasomotori: occorre tuttavia tener presente che negli studi controllati il placebo è in grado di ottenere un beneficio nel 25-35% delle pazienti con vampate di calore. Inoltre, per alcuni preparati, non vi sono informazioni certe sulla sicurezza oncologica. Circa il 50% delle pazienti lamenta disturbi legati all’insorgenza di atrofia vaginale; le possibilità di trattamento consistono nell’utilizzo di lubrificanti non a base ormonale, la cui efficacia è comparabile a quella degli estrogeni vaginali solo nelle prime settimane di trattamento, oppure di estrogeni locali a basse dosi, assorbiti in minima quantità ed efficaci nel controllo dei sintomi.