Editoriale

Essendo a poche settimane, ma che dico … a pochi giorni dalle agognate ferie estive, a tutti viene in mente il ben noto e problematico assillo della “prova bikini” ! certamente non viene a tutti nella stessa misura, e certamente ne sono ben più colpite le donne degli uomini ma in modo indiretto, nel bene o nel male, finiamo per esserne vittime un po’ tutti, anche noi ginecologi!

La questione del peso corporeo, indipendentemente dalle stagioni, di come si dovrebbe affrontare il suo controllo e come teoricamente dovremmo prestare attenzione al nostro peso nel lento ma inesorabile trascorrere del tempo, sono temi che pochi affrontano o per negligenza o perché non si ritiene un fattore di rilievo per la nostra salute in genere, ancor più per le nostre pazienti.

Di fatto le statistiche mondiali (e l’Italia non è esente da questo!) dicono che il numero degli obesi va prograssivamente aumentando, che l’obesità inizia troppo presto, addirittura in età adolescenziale, inducendo lenti e progressivi cambiamenti metabolici che in età adulta portano a scompensi e disturbi ben noti: problemi cardiovascolari, diabete, danni scheletrici ed altro ancora.

Se l’obesità, l’esagerata ed eccessiva introduzione di cibo può sembrare il vero ed unico male del nostro secolo, è bene che ci rendiamo conto che esiste anche l’altra faccia, quella forse meno vistosa ed eclatante ma che in modo furtivo e fuorviante i mass-media partecipano ad indurre: il basso peso e in casi gravi l’anoressia. L’incidenza dei disturbi del comportamento alimentare (DCA) va anch’essa aumentando progressivamente.

Apparentemente l’obesità e la magrezza sono agli antipodi, l’una l’opposto dell’altra ma a giudicare da come psicologi e neuropsichiatri interpretano queste situazioni quando è loro richiesto il supporto alle nostre pazienti, almeno nel 40% dei casi ci viene detto che sono situazioni indotte da dei disagi psicologici che in modi variabili, lentamente inducono il difetto oppure l’esagerata alimentazione. In pratica è solo questione di come il singolo si vive il suo disagio e successivamente come inconsciamente induce la reattività al suo disagio.

Mentre scrivo queste righe mi viene da osservare quante pubblicità scorrono tra uno spezzone di film ed un TG e l’altro sulle nostre TV, con inviti al consumo di meravigliosi gelati al cioccolato o biscotti per colazione offerti da belle ragazze in perfetta forma e mai esageratamente magre. Questi stimoli alla trasgressione alimentare, in specie nel fuori pasto (il punto di vulnerabile in chi controlla in proprio peso!) si alternano a creme rassodanti e dimagranti notturne o a pasticche miracolose che impediscono l’assorbimento di grassi anche se ci si fa fuori una “cofana” di pasta …. mi rendo conto come è duro dimostrare ad una obesa che non deve mangiare “male” esattamente come è dura dimostrare ad una troppo magra che fa male a saltare i pasti o a campare con una mela.

Proprio per queste ragioni, nel tentativo di dare giuste motivazioni a noi che operiamo per la salute delle donne, vi proponiamo due mini review che affrontano temi incredibilmente lontani ma che hanno un medesimo punto di partenza: il mancato controllo della igiene alimentare, ossia di una buona alimentazione.

La prima delle due tratta del basso peso. Le complicanze del disturbo del comportamento alimentare (DCA) non sono sempre note a tutti, più che altro le modificazioni di tipo internistico, quelle che possono spesso sfuggire al controllo del ginecologo, non sempre sono evidenti e il medico ginecologo nel sospetto di un DCA dovrebbe andarle a cercare, per poi magare reindirizzare la paziente verso un centro specializzato o verso un supporto internistico e psicologico.

L’altra mini review affronta il tema della donna obesa e di ciò che è proponibile per affrontare questo problema, più che altro con prospettive semplici e mirate a ridimensionare un modo di alimentarsi che è troppo sproporzionato ed eccessivo. Attività fisica e motivazioni personali sono anche in questo caso i supporti necessari alla dieta: non si dimagrisce solo chiudendo la bocca ma anche abbinando volontà e moto. Le diete in pratica si fanno “volendo farle” per evitare il peggio, quindi si fanno più col cervello che con la bocca.

Buona “prova bikini” , e buona estate a tutti !

Prof. Alessandro D. Genazzani